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Sconfiggere la solitudine

Ultimo Aggiornamento: 25/01/2018 18.46
19/01/2017 11.33
 
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Prima o poi, a tutti capita di sentirsi soli. La solitudine non è uno stato che si avverte solamente in senso materiale, per via dell'assenza di persone vicine. Ci si può sentire soli - ed anzi, è ciò che più spesso accade - anche quando si è circondati dagli altri. Questo perché non è sufficiente la presenza fisica di qualcuno, ma occorre la sua comprensione, l'affetto, la sincera fiducia.
Sentirsi soli spesso coincide con il sentirsi non capiti. Alcuni, per via di questo, iniziano a pensare di essere inutili, persone poco importanti e delle quali nessuno sente la mancanza.

Il senso di solitudine induce le persone a commettere sbagli o ad avere un tenore di vita deleterio. Pur di avere qualcuno accanto ci si accontenta, e pur di non rimanere soli neanche un attimo, si esce in continuazione, con l'esigenza insopportabile di essere sempre circondati da persone per l'incapacità di convivere con sè stessi. Tutte queste cose conducono ad un inevitabile malessere che aumenta sempre più con il tempo e che sembra insuperabile.

L'unico modo che esiste per non sentirsi soli, è quello di cercare e scoprire l'amore di Dio. Ne "L'Imitazione di Cristo", una delle più straordinarie opere spirituali mai scritte, si legge che l'Amore nasce da Dio e solo in Dio trova riposo. L'anonimo autore di questo libro intende dire che la serenità interiore non dipende dalle persone che si hanno vicine. È intima, si trova nel proprio cuore. Pensiamo ai tanti eremiti che hanno vissuto la loro intera vita da soli, nel deserto. Costoro, avendo sperimentato l'Amore inestinguibile di Dio, non si sono sentiti soli.

La Bibbia, infatti, ci insegna che la solitudine è sintomo di allontananza da Dio.
Sapranno che io sono il Signore quando farò del loro paese una solitudine e un deserto, a causa di tutti gli abomini che hanno commessi. (Ezechiele 33,29)
Quando, invece, l'anima si avvicina a Dio, fonte di Amore, allora trova tutta la sua pace.
Da dove cominciare? Come può, una persona in preda all'angoscia, trovare sollievo in un Dio che non vede?
Occorre, anzitutto, un atto di fiducia e una sincera richiesta di aiuto. Dio ascolta sempre chi Gli chiede aiuto: Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l'aiuto, io ascolterò il suo grido (Esodo 22,22).
La fede in Dio non è una mera ideologia o filosofia di vita. Dio interviene materialmente, può cambiare il corso degli eventi, dare forza concreta ai suoi figli e dare vero sollievo ai sofferenti. Come dice il Salmo, Dio manifesta la sua forza, si palesa in modo tangibile.
Gesù, avendo assunto forma umana e patito ogni genere di sofferenza, è vicino e capisce coloro che soffrono, Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova. (Ebrei 2,18).
Ecco perché non bisogna mai dubitare nè della presenza nè dell'aiuto di Gesù, che arriverà prontamente non appena lo si chiede, attraverso la preghiera e la meditazione.
Alcuni Santi hanno osservato però che ci sono casi in cui le persone, per via dei loro peccati o del loro orgoglio, non riescono o non vogliono chiedere aiuto a Dio. È soprattutto in questi casi che allora interviene la dolcissima Madre Maria. Se Dio, misericordia ma anche giustizia, può intimorire qualcuno, tale timore svanisce dinanzi alla delicatezza di Maria. Lei, in quanto Madre, è tutta amore, e - dice Sant'Alfonso Maria de Liguori - accoglie sotto il Suo manto tutti quelli che si rivolgono a Lei.

Ecco perché, uno dopo l'altro, i devoti della Madonna si sono resi conto che niente riesce a scaldare il cuore quanto la preghiera del Santo Rosario. I frutti del Rosario sono così tanti da non potersi descrivere. Chiunque, anche il peggior peccatore o l'anima più disperata, che preghi con fiducia e abbandono il Santo Rosario, troverà sollievo. Spiega San Bernardo che ciò avviene perché Maria prende per mano e conduce a Gesù. Lei è il mezzo più sicuro per arrivare a sperimentare l'Amore di Dio.
Sperimentare, cioè percepire fisicamente quell'Amore. Ecco perché, cercando Dio, non ci sente (mai) più soli: perché l'Amore di Dio non è un'idea o una convinzione. Lo si sente nel cuore e nell'anima, lo si avverte e diventa una certezza incrollabile. "Hai dilatato il mio cuore.", dice il salmo 118.

Gesù stesso conferma poi questa straordinaria realtà: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. (Matteo 5).
"Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo."(Matteo 28,20)


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25/01/2018 18.46
 
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Quando ti senti solo o sola, e sembra che a nessuno, nemmeno alle persone che ti circondano, interessi chi sei, cosa provi, cosa cerchi, ecco che Dio ti parla e ti garantisce il Suo Amore. Quanto si avverte la solitudine sembra impossibile che Dio, proprio Dio, esista, sia presente, si interessi delle persone, una per una. Ma è così. Chi chiede con fiducia l'aiuto di Dio non rimane deluso, perché inizia a sperimentare il Suo operato nella propria vita. Dio non è lontano, è un Padre che non vede l'ora di essere chiamato. E come Padre ha dato a tutti la vita per uno scopo, nessuno è inutile, nessuno è senza speranza. Ciò che occorre è semplicemente la scelta di ascoltarlo, questo buon Padre, e di lasciarsi guidare dalla Sua Parola.

E quante volte Dio ha parlato per dare conforto e coraggio! Quante volte, a fronte del senso di abbandono e di disperazione, è accorso al fianco dei suoi figli e delle sue figlie, ricordando loro che non sono mai soli, che tutto passa, che Lui può tutto, che ogni prova, per quanto grande, si può superare.
Così nel Deuteronomio si legge che Dio trovò Giacobbe "in una terra deserta, in landa di ululati solitari. Lo circondò, lo allevò,
lo custodì come pupilla del suo occhio."
(Dt. 32, 10). Il profeta Isaia, poi, con uno splendido paragone, dice che Dio rende la solitudine della steppa "pari ad un giardino." (Is 51, 3), ma ancor prima, già nella Genesi, Dio rassicura: "Io sono il Dio di Abramo, tuo padre; non temere perché io sono conte." (Gn 26, 24).

[Modificato da Sofi810 25/01/2018 18.46]
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